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Case Study: chemical substitution of PFC
CTN
Case study: chemical substitution of PFC
Prato, July 2016
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Case Study: chemical substitution of PFC
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L'impegno Detox delle 27 aziende del distretto di Prato
A febbraio 2016, per la prima volta nello scenario mondiale, 20 aziende manifatturiere del distretto pratese, associate a Confindustria Toscana Nord, hanno aderito agli impegni Detox, riconoscendo l'importanza dell'eliminazione delle sostanze pericolose dal ciclo produttivo tessile. A questo gruppo, nel mese di marzo, si sono aggiunte altre 7 imprese, incrementando significativamente i volumi dei prodotti interessati dall'impegno Detox. Queste aziende, con il supporto e la guida dell'associazione, hanno cos intrapreso il loro percorso di miglioramento verso l'eliminazione di tali sostanze seguendo i principi di trasparenza, prevenzione e precauzione della campagna Detox, e hanno raccolto la sfida mediatica della campagna di Greenpeace e che ha cambiato rapidamente l'attenzione e i contenuti dei capitolati dei grandi brand della moda. Nell'ambito di questo percorso queste aziende si sono impegnate nell'eliminazione dei prodotti chimici Perfluorurati (PFC) dai loro processi industriali. Le aziende che hanno sottoscritto l'impegno Detox, attraverso il comune percorso di distretto, rappresentano varie parti della filiera manifatturiera tessile. Ne fanno parte aziende produttrici di filato, di tessuto e di materie prime tessili, aziende di tintoria e rifinizione filati o tessuti, produttori di chemicals per l'industria tessile. Tra queste solo in sette aziende si eseguono lavorazioni che possono interessare l'uso di prodotti chimici perfluorurati (PFC). Le aziende coinvolte da questa problematica hanno quindi lavorato in sinergia secondo un'ottica di filiera integrata al fine di eliminare l'utilizzo di tali composti. Le aziende interessate dallo studio sono:
Aziende coinvolte dall'uso di PFC Daykem srl Achimo srl F.lli ciampolini & c. Spa Finissaggio t.r.t. srl Jersey mode spa Lanificio bellucci spa Emmetex
Tipologia produttiva Produttore di prodotti chimici Produttore di prodotti chimici Nobilitazione tessuti Nobilitazione tessuti Nobilitazione tessuti Produttori di tessuto Produttori di tessuto
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Introduzione I composti perfluorurati (PFC) sono molecole in cui tutti i legami carbonio-idrogeno sono sostituiti da legami carbonio-fluoro. Questi composti sono stati largamente impiegati negli ultimi cinquant'anni in virt delle loro peculiari caratteristiche chimico fisiche. I PFC si presentano come lunghe catene carboniose (almeno 6 atomi di carbonio tranne i composti pi recenti), che terminano con un gruppo polare. Questa struttura chimica conferisce ai PFC, da un lato, una particolare resistenza termica nonch inerzia chimica, dall'altro una eccezionale idrofobicit e lipofobicit. Caratteristiche queste ultime che hanno reso estremamente differenziato l'impiego dei PFC sia in ambito industriale che in quello domestico (polimeri plastici, carta, fibre tessili e pellame, schiume antincendio, cosmetici, casalinghi, etc.). In totale, si contano pi di 20 classi chimiche di PFC cui appartengono il Perfluorottano Sulfonato (PFOS) e l'Acido Perfluorottanoico (PFOA). Il primo, il composto pi importante tra i perfluorosulfonati, mentre il secondo lo nell'ambito dei perfluorocarbossilati.
Perfluorottano solfonato (PFOS)
Acido perfluorottanoico
Purtroppo oggi queste molecole sono note non per i loro impieghi ma a causa della contaminazione ambientale che hanno prodotto. I PFC in generale proprio in virt della loro stabilit termica e chimica, risultano resistenti nei confronti delle degradazioni possibili in natura (fotolitica, idrolitica, biotica aerobica o anaerobica). Sia il PFOS che il PFOA sono in grado di bioaccumularsi negli organismi viventi, e la loro concentrazione viene biomagnificata all'interno della catena alimentare. Oltre l'allarme destato dalle propriet di persistenza dei PFC, questa loro capacit di bioaccumulo suscita preoccupazione in quanto questi composti sono sospettati di esplicare tossicit su piante ed animali. D'altro canto, gli studi epidemiologici finora condotti sono carenti in quanto hanno coinvolto piccoli gruppi di lavoratori impiegati nelle industrie di produzione dei PFC. In tutti i casi, per, i ricercatori hanno messo in evidenza che non era possibile identificare con certezza
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il nesso causa/effetto, in quanto diversi erano i fattori che potevano influire, compresa l'esposizione di tipo non-occupazionale. Pi significativi, forse, sono gli studi condotti nelle aree limitrofe agli stabilimenti della DuPont (Virginia, USA) dove si riscontr un significativo incremento di cancro alla prostata, e cancro agli organi riproduttivi femminili, rispetto gli indici di probabilit riportati per altri Stati americani. Inoltre dall'esame delle schede sanitarie dei lavoratori, emerso un aumento del verificarsi di altri tumori come linfomi, leucemia e mieloma multiplo. Da un altro studio, invece, commissionato dalla DuPont per valutare la salute dei lavoratori dello stesso impianto, non emerso alcun aumento nel rischio di sviluppare cancro, bens stata osservata una crescita (10%) nei livelli sierici di colesterolo e di trigliceridi, fra gli individui che presentavano elevati livelli di PFOA nel sangue.
Metodi di analisi
Analisi di matrice acqua Il campione di acqua, dopo aggiunta di standard interni, estratto con tecnica di microestrazione in fase solida (SPE). La determinazione dei PFC eseguita tramite tecnica UPLC-MSMS e conferma tramite LC-Q-TOF
Analisi di matrice Tessuto/prodotti chimici L'analisi eseguita in conformit alla norma UNI CEN TS 15968:2010. La determinazione dei PFC eseguita tramite tecnica UPLC-MSMS e conferma tramite LC-Q-TOF
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1) ANALISI E MONITORAGGIO DELLE ACQUE La sottoscrizione del protocollo Detox prevede, per aziende che hanno scarichi di effluenti, l'analisi puntuale delle acque di scarico. Le aziende del distretto di Prato aderenti a Detox hanno effettuato le analisi delle loro acque di scarico ed hanno proseguito a distanza di qualche mese, al monitoraggio del parametro PFC. In tale contesto si inserito successivamente l'accordo tra GIDA (societ che gestisce il depuratore consortile) e CTN per un piano di monitoraggio costante delle acque di riuso
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fornite dall'acquedotto industriale attraverso il trattamento delle acque in uscita dal depuratore consortile.
Monitoraggio acque di riciclo dell'acquedotto industriale fornito da GIDA (lavoro realizzato come Area di Progetto curriculare dalla classe 5F specializzazione chimica dell'ITS Buzzi di Prato)
Prelievo effettuato Lunedi 18/04/2016 Linea M1 Linea M2
PFC (<1NnRg/L) (<1NnRg/L)
Prelievo effettuato Giovedi 28/04/2016
Linea M1
Linea M2
21 ng/L PFHpA 112 ng/L PFOA 21 ng/L PFNA 25 ng/L PFDA 3 ng/L PFUnA
6 ng/L PFHpA 27 ng/L PFOA 5 ng/L PFNA 5 ng/L PFDA 1 ng/L PFUnA
Prelievo effettuato Lunedi 09/05/2016
Linea M1
Linea M2
4 ng/L PFHpA 220 ng/L PFOA 54 ng/L PFNA 63 ng/L PFDA 5 ng/L PFUnA
11 ng/L PFHpA 64 ng/L PFOA 14 ng/L PFNA 16 ng/L PFDA 1.2 ng/LPFUnA
M1: linea di affinamento con carboni attivi M2: linea di affinamento con ozono e diluizione
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Analisi acque input/output delle aziende del distretto all'atto di adesione a Detox
Azienda
PFC acqua ingresso
PFC acqua uscita
60 ng/L PFOA
Tintoria FIORDILUCE
NR
30 ng/L PFNA
60 ng/L PFOA
Tintoria COMETA
15 ng/L PFNA
NR
13 ng/L PFDA
50 ng/L PFOA
Tintoria ALESSANDRINI
NR
20 ng/L PFNA
Tintoria JERSEY-MODE
90 ng/L PFOA
130 ng/L PFOA
105 ng/L PFOA
Tintoria CROMOS
NR
40 ng/L PFNA
Tintoria BIAGIOLI
NR
NR
Tintoria CIAMPOLINI
NR
NR
Tintoria TRT
NR
NR
Tint. Fiordiluce
70 60
60
50
40
30 30
20
10 0
0
PFOA (ng/L)
0 PFNA (ng/L)
ingresso uscita
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70 60
60
50
40
30
20
10 0
0 PFOA (ng/L)
Tint. COMETA
15
0 PFNA (ng/L)
13 0
PFDA (ng/L)
ingresso uscita
Tint. ALESSANDRINI
60 50
50
40
30
20 20
10
0 0
PFOA (ng/L)
0 PFNA (ng/L)
ingresso uscita
Tint. JERSEY MODE
140
130
120
100
90
80 ingresso
60
uscita
40
20
0 PFOA (ng/L)
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Tint. CROMOS
120 105
100
80
60
40 40
20
0 0
PFOA (ng/L)
0 PFNA (ng/L)
CTN
ingresso uscita
1 0,9 0,8 0,7 0,6 0,5 0,4 0,3 0,2 0,1
0 0 0
BIAGIOLI
0 0 CIAMPOLINI
0 0 TRT
ingresso uscita
Analisi di monitoraggio delle acque input/ouput Al fine di tenere sotto controllo il raggiungimento dell'obiettivo di eliminazione dei PFC
sono state condotte delle le analisi di monitoraggio delle acque ingresso e uscita delle
aziende interessate effettuate nei mesi di giugno/luglio 2016.
Analisi di Monitoraggio PFC
Azienda
PFC acqua ingresso
PFC acqua uscita
Tintoria TRT
32 ng/L PFOA
16 ng/L PFOA
Tintoria CIAMPOLINI Tintoria JERSEY-MODE
15 ng/L PFOA 13 ng/L PFOA 18 ng/L PFBA
NR 11 ng/L PFOA
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Tint. TRT
35
32
30
25
20
16
15
10
5
0
0
0
PFOA (ng/L)
PFOA (ng/L)
adesione Detox
dopo 6 mesi
ingresso uscita
Tint. CIAMPOLINI
16
15
14
12
10
8
6
4
2
0
0
0
PFOA (ng/L)
0 PFOA (ng/L)
adesione Detox
dopo 6 mesi
ingresso uscita
Tint. JERSEY MODE
140
130
132
120
100
90
80
60
40
20
11
18
0 0
0
0
PFOA (ng/L) PFOA (ng/L) PFBA (ng/L) PFBA (ng/L)
adesione Detox dopo 6 mesi adesione Detox dopo 6 mesi
ingresso uscita
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I risultati delle analisi delle acque input/output (sia le analisi iniziali sia le prime analisi intermedie) confermano i primi monitoraggi effettuati presso GIDA e confermano che le aziende aderenti a Detox non immettono nuovo inquinamento da PFC nei loro effluenti di scarico
2) ANALISI DI AUSILIARI / PRODOTTI CHIMICI
Le aziende produttrici di chemicals hanno sottoposto ad analisi per la ricerca di PFC i loro
formulati per idrorepellenza.
Azienda
N formulati testati
Presenza PFC
Daykem
6
NO
Achimo
L'azienda ormai da diversi anni non acquista pi prodotti a
base di resine fluorocarboniche. Al momento, l'azienda sta lavorando ad una nuova
formulazione per un prodotto idrorepellente privo di PFC
3) ANALISI DI TESSUTI TRATTATI CON "IDROREPELLENTE"
Le aziende produttrici di articoli idrorepellenti o comunque con finiture a base di resine
fluorocarboniche hanno eseguito test per la ricerca dei PFC
Azienda
N articoli testati
Presenza PFC
Bellucci
1
NO
Emmetex
2
NO
TRT
2
NO
Bemiva
18
NO
4) VALUTAZIONE PERFORMANCES Uno dei maggiori problemi da affrontare nella messa in commercio di prodotti idrorepellenti privi di PFC quello di garantire al cliente finale le stesse performances di repellenza rispetto ad articoli trattati con resine fluorocarboniche. L'azienda Daykem, in collaborazione con altre aziende del distretto, ha eseguito uno studio approfondito sulla performances di tessuti trattati con idrorepellenti privi di PFC. Le performances sono state valutate eseguendo prove di repellenza (spray test) sui tessuti trattati tal quali e dopo vari lavaggi sia ad acqua che a secco.
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I risultati ottenuti sono riportati nel documento disponibile al seguente link: http://www.daykem.it/wp-content/uploads/2012/11/Sostituzione-pfc-case-study-daykem.pdf
Azioni di miglioramento Le azioni di miglioramento da intraprendere sono: 1-analisi continua di altri articoli (tessuti, materie prime, prodotti chimici) per assicurare la completa assenza di PFC nella filiera di lavorazione 2-monitoraggio pi frequente delle acque di scarico delle aziende per il parametro PFC. Questo tipo di azione pu essere inquadrata nell'accordo GIDA-CTN in modo da monitorare in maniera approfondita le acque di riciclo fornite dal depuratore e di conseguenza anche le acque di scarico delle aziende
Conclusioni Le produzioni eseguite dalle aziende del distretto si contraddistinguono ad oggi per il non uso di resine contenenti PFC. Ovviamente l'azione di controllo deve essere estesa a tutte le fasi della supply chain. La presenza di PFC nelle acque di scarico dovuta essenzialmente alla presenza degli stessi PFC nelle acque in ingresso provenienti dal depuratore consortile. Si ricorda per che l'utilizzazione (da parte delle aziende aderenti a Detox) di acque di processo costituite da acque di riciclo rappresenta un comportamento estremamente virtuoso e sostenibile, in quanto permette di diminuire vistosamente il consumo di una risorsa naturale preziosa come l'acqua di falda. Questa situazione particolare del distretto di Prato stata perfettamente compresa da tutte le parti all'atto della sottoscrizione dell'impegno Detox, ed ha permesso l'utilizzazione di questo tipo di acqua alle imprese del distretto, con la consapevolezza che l'incremento numerico delle imprese Detox, porter ad un naturale miglioramento della qualit delle acque reflue, e di conseguenza delle acque di riciclo utilizzate. Rimane ovviamente la necessit e l'obbligo, da parte delle impese Detox, di monitorare i loro processi compresa la qualit di questo particolare tipo di acque
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