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R&S 107004 0000100 G. F. Fenzi C. Ceccarelu E. Martino L. Grasso P. L. Viola L. Baschieri LA FUNZIONE TIROIDEA NELL'ESPOSIZIONE CRONICA A CLORURO DI VINILE. STUDIO CLINICO E SPERIMENTALE Estratto dagli ATTI DELLA SOCIETA ITALIANA DI MEDICINA DEL LAVORO 35 Congresso Nazionale Pisa 1-3 Novembre 1972 LA FUNZIONE TIROIDEA NELL'ESPOSIZIONE CRONICA A CLORURO DI VINILE. STUDIO CLINICO E SPERIMENTALE G. F. Fenzi C. Ceccarelli E. Martino L. Grasso P. L. Viola L. Baschieri * II cloruro di vinile (CV) e un composto organico costituito da un radicale vinilico legato ad un atomo di cloro. In presenza di adatti catalizzatori questa sostanza forma resine macromolecolari a lunga catena che trovano un larghissimo impiego nell'industria delle materie plastiche. In questi ultimi anni numerosi Autori hanno riconosciuto nei lavoratori esposti per lungo tempo a cloruro di vinile una sindrome clinica caratterizzata prevalentemente da un'acroosteolisi associata a disturbi neurovascolari tipo Raynaud, sclerodermia, disturbi nervosi e della funzione epatica (1-13). Indagini sperimentali hanno dimostrato che e possibile riprodurre nel ratto lesioni analoghe a quelle umane con un'esposizione sufficientemente prolungata a cloruro di vinile (9, 13). Nel 1962 in un'indagine condotta su operai esposti ad alte concentrazioni di cloruro di vinile, Suciu e coll, rilevarono, oltre ai disturb! ner vosi ed epatici e alia sclerodermia, segni clinici compatibili con un lieve ipotiroidismo (2). Questi autori rilevarono inoltre una ridotta captazione tiroidea del radioiodio ed attribuirono il fenomeno ad un'alterazione dell'asse diencefalo-ipofiso-tiroideo. A nostra conoscenza non sono stati riportati altri rilievi sull'argomento. Al fine di meglio precisare gli effetti dell'esposizione al CV sulla fun zione tiroidea abbiamo condotto uno studio clinico su un largo gruppo di lavoratori esposti a questo rischio ed uno studio sperimentale sul ratto. Material! e metodi Studio clinico. 11 presente studio e stato condotto su 130 lavoratori di sesso maschile di uno stabilimento industriale, esposti a diverse concentrazioni di CV. Tutti sono stati sottoposti ad esame clinico, con particolare attenzione all'esame obiettivo della tiroide. Le dimensioni della ghiandola venivano valutate in base alia classificazione di Kilpatrick e coll. (1963). In 24 lavoratori, per i quali era possibile valutare con sufficiente precisione il grado di esposizione a CV per due anni consecutivi, e stata (*) Istituto di Medicina del Lavoro, Universita di Pisa, Pisa. 374 Fenzi - Ceccarelli - Martino - Grasso - Viola - Baschieri eseguita la iodoprotidemia (PBI) e il dosaggio degli anticorpi antitireoglobulina (TRC) al momento del primo controllo e a distanza di un anno. Studio sperimentale. Questo studio e stato condotto su 20 ratti di sesso maschile, di razza Wistar. del peso iniziale medio di 120 grammi e di 12 mesi di eta. Nove di questi ratti sono stati esposti per 10 mesi ai vapori di CV in concentrazione di 10.000 p.p.m. per 6 ore al giorno, per 5 giorni alia settimana. Gli altri 11 venivano tenuti per lo stesso periodo di tempo in ambiente normale fungendo da controlli. Tutti gli animali venivano alimentati con purina ad libitum. Dopo 10 mesi i ratti erano pesati e veniva loro somministrata una dose di 12SI per via intraperitoneale. Sei ore dopo 1'iniezione del tracciante era eseguito un prelievo di 8 ml di sangue mediante puntura cardiaca. I ratti erano quindi sacrificati e veniva loro asportata la tiroide. Ciascuna ghiandola era pesata e ne veniva misurata la radioattivita, che veniva espressa come captazione tiroidea del 125I alia 6" ora. Sul siero di ciascun ratto era valutata la radioattivita totale e quella legata alle proteine (PB 125I). Risultati e discussione Studio clinico. La presenza di tumefazione tiroidea e stata riscontrata in 26 su 130 soggetti (20%). In 25 aveva i caratteri dell'iperplasia dif fusa. in 1 quelli del gozzo nodulare. In 5 casi la tumefazione tiroidea raggiungeva il grado 2 (tiroide visibile e palpabile ma con peso inferiore a 40 g), negli altri si trattava di una lieve tumefazione di grado 1 apprezzabile soltanto alia palpazione. Va perd rilevato che ne la frequenza ne il volume del gozzo avevano alcuna correlazione con il grado di esposizione a CV. tuttavia da segnalare che i soggetti esaminati non provenivano da zona di endemia gozzigena. In nessuno dei soggetti osservati era no presenti segni manifest di ipotiroidismo. Un soggetto risultava affetto da gozzo diffuso tossico senza esoftalmo. Sei soggetti presentavano anticorpi antitireoglobulina con titoli non elevati (^ 1 :20): in un solo caso il titolo era di 1 :160. Anche in questo caso non vi era alcuna correlazione tra la presenza di anticorpi antitiroide circolanti e il grado di esposizione a CV. Nella fig. 1 e riportato il valore medio del PBI in 24 soggetti prima (1969) e dopo (1970) 1'adozione di adeguate misure di igiene industriale che permisero di ridurre notevolmente la concentrazione ambientale di CV. Entrambi i valori risultavano nei Iimiti della norma; tuttavia la iodo protidemia media rilevata nel 1969 era significativamente inferiore a quella rilevata nel 1970. I valori della iodoprotidemia nei 24 soggetti esaminati sia il primo che il secondo anno sono stati raggruppati a seconda del livello di espo sizione a CV al momento del prelievo. I livelli di esposizione consideran erano; 0 -- 200 p.p.m.; 200 -- 2000 p.p.m.; > 2000 p.p.m. Come si puo 'eri )rpi antitireoa anno, u ^Jratti di 120 grammi er 10 mesi ai il giorno. per tesso periodo i gli animali inistrata una me del tracpuntura car ta la tiroide. oattivita, che ra. Sul siero a legata alle Funzione tiroidea nell'espostzione cronica a cloruro 375 ta riscontra>erplasia difone tiroidea iso inferiore lo 1 apprezrequenza ne 0 ^^sposiio^H)venisservati eraItava affetto n titoli non le in questo 1 antitiroide ;oggetti priie industriaibientale di via la iodoinferiore a ia il primo llo di espoconsiderati ome si puo Fig. 1 Valore della iodoprotidemia in 24 soggeiti esposti a cloruro di vinile. La prima colonna si riferisce all'anno 1969 ncl quale non crano state adottate. come invece avvenne I'anno successivo, misure igieniche atte a ridurre la concentrazione ambientale del tossico. (FBI medio nel 1969: 5.2 1.2 mcg%; nel 1970: 6,6 2.1 mcg%) rilevare dalla fig. 2 ad una esposizione a concentrazioni di CV superiori a 2000 p.p.m. corrispondeva un PBI medio (5.2 0,3 mcg%) significativamente inferiore a quello dei soggetti esposti a concentrazioni minori di 200 p.p.m. (6.2 0,4 mcg%). Anche i soggetti esposti da 200 a 2000 p.p.m. presentavano un PBI medio chiaramente inferiore al primo gruppo, ma la differenza non risultava statisticamente significativa. I risultati di questo studio clinico suggeriscono che 1'esposizione a CV puo determinare una riduzione deH'ormone tiroideo circolante. La prova della fissazione su resina della triiodotironina eseguita sul siero di alcuni dei soggetti studiati mostrava valori corrispondenti a livelli della iodoprotidemia, e consentiva quindi di escludere un'alterazione a carico delle proteine vettrici dell'ormone tiroideo. 376 Fenzi - Ceccarelli - Martino - Grasso - Viola - Baschieri soggetti esposti a C.V. da 0 a 200 ppm, soggetti esposti a C.V. da 200 a 2000 p.p.m. 7 m soggetti esposti a C.V > 2000 p.p m 12$) 18> (15) Fig. 2 Valori della iodoprotidemia rilevati nei due controlli del 1969 e 1970 in 24 sog getti esposti a cloruro di vinile, raggruppati a seconda del grado di esposizione al CV al momento del prcfievo. I numeri fra parentesi al di sotto di ogni colonna si rifcriscono al numero dei soggetti esaminati. Studio sperimentale. I risultati dell'indagine condotta sui ratti espo sti cronicamente a CV sono iilustrati nella tabella. II peso corporeo degli animali al termine dell'esperimento non presentava variazioni significative fra i ratti esposti e i controlli. Analogo rilievo puo essere fatto per il peso assoluto della tiroide e per il peso della ghiandola rapportato al peso corporeo. La captazione tiroidea del radioiodio misurata alia 6 ora risultava essere negli animali esposti 4,4 1,3%, mentre nei controlli era di 7,8 2.0%. La differenza fra i due gruppi risultava quindi statisticamente significativa. Una riduzione significativa era anche osservata considerando i valori del PB l25I espressa in percentuale della dose per litro. La valutazione dell'indice plasmatico di conversione risultava di 6,4 1,3 nei ratti trattati ed era significativamente inferiore a quella rilevata nei controlli. Questi risultati indicano quindi che i'esposizione prolungata ad alte Funzione tiroidea nell'esposizione cronica a cloruro 377 Effetti dell'esposizione cronica a cloruro di vinile sulia funzione tiroidea nei ratto Esposti (9) Peso corporeo (g) Peso tiroide 416,6 51,9 24,3 2,8 Peso tiroide (mg) ----------------- x 100 Peso corporeo (g) 5,8 0,8 Captazione tiroidea del 12i/ (6*A % dose) Indice plasmatico di conversione (PCR) dose/Iitro 4,4 1,3 6,4 1,3 7,0 x 10-4 + 3,6 x 10-3 Controlli (ID 358,5 71,7 23,0 5,8 6,4 + 0,9 7,8 2,0 10,0 3,6 3,8 x 10'4 4; 1,0 x 10-4 p NS NS NS < 0,01 < 0,02 < 0,05 concentrazioni di CV interferisce suirormonogenesi tiroidea. Non e possibile pero precisare quali e quante siano le tappe del metabolismo intratiroideo dello iodio interessate dal CV. Considerazioni conclusive Le indagini cliniche e sperimentali hanno dimostrato che l'esposizione cronica a cloruro di vinile puo portare ad una ridotta funzione tiroi dea. Questi rilievi concordano con le osservazioni preliminari di Suciu e coll. (2), tuttavia non abbiamo osservato nei laboratori soggetti a questo rischio professionale alcun segno clinico o di laboratorio riferibile a ipotiroidismo. Tale discrepanza puo essere riferita al diverse* grado di esposizione al tossico. Riassunto II presente studio riporta i risultati di due indagini, una clinica e l'altra sperimentale, condotte alio scopo di precisare gli effetti dell'esposizione cronica al cloruro di vinile (CV) sulia funzione tiroidea. A tal fine 130 operai di uno stabilimento industrial esposti a diver se concentrazioni di CV nell'aria ambiente venivano esaminati con particolare riguardo all'esame obiettivo della tiroide. Nei 20% dei casi si rilevava una modesta tumefazione tiroidea non riferibile al grado di esposizione. La iodoprotidemia fu determinata in 24 soggetti per i quali si poteva stabilire con maggiore precisazione la concentrazione alia quale erano esposti. I valori della iodoprotidemia apparivano significativamente ridotti per alti livelli di esposizione al CV. 378 Fenzi - Ceccarelli - Martino Grasso Viola - Baschieri La parte sperimentale di questo studio veniva condotta su 9 ratti maschi di razza Wistar esposti per 10 mesi a concentrazione dell'1% di CV nelParia ambiente. Undid ratti mantenuti per lo stesso periodo di tempo nelle identiche condizioni ma non esposti a CV venivano usati co me controlli. Alla fine deU'esperimento i ratti venivano iniettati con una dose di IJ5I per via intraperitoneale e sacrificati dopo 6 ore. Si procedeva quindi alia determinazione della captazione tiroidea del radioiodio e del PB ,25I. Entrambi i valori risultavano nettamente inferiori nei ratti trattati rispetto ai controlli. Dai dati clinici e di laboratorio si poteva pertanto concludere che l'esposizione cronica a cloruro di vinile puo portare ad una ridotta funzione tiroidea. BIBLIOGRAFIA 1. Filatova, V. S.; L. I. Balakonova; E. S. 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