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FILE NAME: Talc (TALC) DATE: 2014 DOC#: TALC117 DOCUMENT DESCRIPTION: Italian Article Excerpt with Translation
Untitled please add the translation and the It a lia n document to my ta lc f i l e . This is a statement by Dr. C a llis t i, expert fo the public prosecutors in It a ly , in a recent Michel in case Provided by attorney Laura D'Amico e Associati studio Legale, via casalis n. 61, 10138 Torino.
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From the third paragraph of the first page numbered 6
In the past from the early 1970s In the rubber industry talc was widely used before being partly replaced by zinc stearate. Talc was used as an anti-stick or anti adhesion agent to avoid sheets, pellets, plaques and all the semi-finished products of raw rubber (that is of non vulcanised rubber) sticking to each other. If need be it was also used as a dry lubricant which might be required for instance for the baking chambers (for vulcanised rubber) to slide more easily when positioned in the chambers to be vulcanised.
Industrial talc was also known as `third' talc, `first choice talc being used for pharmaceutical purposes, and second choice talc being used for the cosmetic industry. Compared to the others, third was more frequently fibrous and contained impurities of other minerals such as Chlorite, Magnesite, Dolomite, Quartz and Asbestos (tremolite, crysotile and actinolite). Until the mid 1970s researchers and industrial hygienists focused on the possible role of talc impurities in causing disease, and specifically on free crystalline silica, which was rarely present in large quantities. From the 1980s concern shifted to fibrous tremolite which was found in several types of talc, and less frequently on crysotile and actinolite. The issue was first raised for cosmetic talc (because it was used on newborns and according to some could play a role in the development of serous ovarian cancer, and only later did the interest shift to the industrial talcs.
An extreme case can be found in the US, with the commercial talcs extracted in the Sate of New York where fibrous tremolite accounted for 50 to 75% of the total product. Other US (from Texas, Vermont and M ontana), Norwegian, Cypriot and Chinese talcs were found to be contaminated by asbestos ( order of magnitude up to several percent points).
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Smaller amounts of asbestos impurities were found in the French Luzenac talc. Research was also carried out in Italy were substantial (literally: non negligible percentages) of tremolite and/or crysotile were found talcs mined from the ultrabasic serpentine rocks from the Lanzo Valley (Piedmnont), the Aosta Valley and the Val Malenco (Lombardy) as well as the Val Aurina (South Tyrol). Talcs from the Chisone, Germanasca and Maira Valleys in Piedmont which originated from non serpentine rock but from the so called Dora Maira series (see Peretti, 1966- Mineraria Subalpina, issues 3-4 pages 283-306) and the Sardinian ones which had the so called `granular or solid texture' virtually had no asbestos contamination. Talc and tremolite found in the Chisone and Germanasca Valleys were virtually exclusively lamellar and only rarely fibrous. The Val Maira talc was either lamellar or fibrous. For a more detailed description reference should be made to Paoletti, L, Caiazza S, Donelli G., and Pocchiari, P (1984) Evaluation by electron microscopy techniques o f asbestos contamination in industrial, cosmetic and pharmaceutical talcs. Reg Toe Pharm. Issue 4: 222-235 and to Marconi A, Maccione M. Rossi L (1986) Asbesto e talco: determinazione del contenuto diparticelle mineralifibrose in polveri di talco commerciali mediante tecniche associate di microscopia ottica, Med Lav 77 issue 5: pages 496-510 (Asbestos and Talc: fibrous mineral particle determination in commercial talc dust using LMassociated techniques).
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rxcre ancha per sollecitazioni meccaniche modeste.
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I coibenti per condutture che contenevano amianto in matrici magnesiache, gessose o cementizie non determinavano rilasci significativi di fibre durante le normali condizioni di esercizio, ma risultavano notevolmente polverigene sla la loro preparazione sia, ed ancor piu', la loro demolizione per interventi manutentivi sui sottostanti impianti o per il completo rifacimento dei rivestimenti, quando le matrici erano ormai "cotte".
Per guanto riguarda i materiali a base di amianto spruzzati o stesi a
cazzuola su pareti, soffitti e travature di edifici, la loro applicazione' e
la loro rimozione determinavano livelli di polverosit' ambientale
estremamente elevati ed, essendo le matrici friabili, dispersioni di polvere
si potevano avare anche dal materiale lasciato" rn sede quando vi si dovesse
intervenire meccanicamente per i piu' diversi motivi {manutenzione degli
impianti elettrici, infissione di chiodi, blndosbarre e supporti vari nelle
pareti etc.) oppure si avessero infiltrazioni di umidita' che ne
provocassero il distacco dal supporto.
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Nell'industria della gomma il talco venne largamente usato in passato {a Iniziare dai primi anni '70 fu,.gradualmente, in parte soppiantato dallo
.liL zinco) come agente antiaderente, necessario soprattutto ad evitare che i pani, i pellett, le placche e tutti i vari semilavorati di gomma cruda {non ancora vulcanizzata) si appiccicassero gli uni agli altri, nonch' come lubrificante a secco necessario, ad esempio, per far -si' che le camere di cottura {in gomma gi' vulcanizzata) scorressero meglio durante il loro inserimento nelle coperture da vulcanizzare.
Il talco per uso industriale {cosidetto talco "di terza"; quello "di
prima categoria" e' destinato agli impieghi farmaceutici, quello "di
seconda" agli impieghi cosmetici) pu' presentarsi, piu' spesso che i talchi
di migliore qualit', in abito microscopico fibroso e contenere impurit' in
altri minerali quali la clorite, la magnesite, la dolomite, il quarzo e
l'amianto dei tipi tremolate, crisotilo ed actinolite. Fino alla meta' degli
anni '70 la maggior attenzione dei ricercatori e degli igienisti industriali
si concentro' sulla possibile patogenicita' di impurezze de^-jyilchi
costituite da silice libera cristallina, peraltro raramente abbondanti.
Soprattutto a partire dai primi anni '80 si diffusero preoccupazioni per la
presenza, in diversi tipi di talchi, di tremolite fibrosa e, meno
frequentemente, di crisotilo ed actinolite; la questione fu posta prima per
i talchi destinati alla cosmesi {in ragione del loro uso anche su neonati e
dell'ipotesi di un ruolo di almeno alcuni talchi nell'insorgenza di tumori
ovarici sierosi) e solo secondariamente per quelli di uso industriale.
Rappresentarono un caso estremo alcuni talchi commerciali estratti nello
Stato di Sew York -- OSA In cui venne trovata tremolite fibrosa in misura
oscillante dal 50 al 75 % del totale del prodotto. Anche in altri talchi
statunitensi (Texas, Vermont, Montana), norvegesi, ciprioti, cinesi furono
trovate contaminazioni da amianto di ordini d grandezza fino
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punti percentuali. Impurit' di amianto piu' modeste *
talchi francesi di Luzenac. Ricerche, furono condotte anc^ ono trovate in
riscontro di percentuali di tremolite e/o di crisotilo no*^
Italia, con
talchi estratti da rocce serpentiniticha ultrabasiche delv trascurabili in
(Piemonte), della Val d'Aosta, della Val Malenco (Lombardi6 Valli di tanzo
Aurina (Alto Adige), x talchi delle valli Chisane,
e della Valle ,
(Piemonte), originatisi nel contesto non delle serpentiniti anasca e Maira L
rocciose della cosidetta serie "Dora - Maira" (cfr.
di formazioni
Geologia dei giacimenti di talco del Pinerolese BollettT3^ 1 L * <1*66)
Mineraria Subalpina 3-4: 283 - 306), e quelli sardi, a taa fto Associazione
"granulare" ovvero "massiccia",
si rivelarono praticJfttura r i d e t t a
contaminazioni di amiarito. Il talco propriamente dettcj ente esenti da i
presente nei talchi delle Valli Chisone e Germanasca a v * la tremolite
soltanto lamellare, solo eccezionalmente fibroso? nei talchi^110 abit <luasl il talco propriamente detto si presentava in abiti si della Val Maira
fibroso. Si rimanda, per una disamina di dettaglio d e l 6 lamellare sia
diversi dati analitica di rilievo, ai lavori di PAOLETTI problema e per
CONELII G*, POCCHIAiSr (1984) Evalnatioa by electron micar^ *r
S.,
of asbestos contamination in industriai, cosmetic and pha*a*Copy tecimiques
Reg. Tox. Pharm. 4: 222-235 e di MARCONI A., MACCIONE M., f a t i c a i tale.
Asbesto e talco: determinazione del contenuto di particelle Z ? SSX h ` *198s>
in polveri di talco commerciali mediante tecniche associata ottica. Med, Lav. 1 7 , 5; 496-510,
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