Document 7przQkZeOKeko8BjOmv9z1ma

[bau atteri nertli liana, Piom- 'cna - paieo- nd of its of Bollettino della Associazione Mineraria Subalpina - Anno I II, N. 3-1, settembre-dicembre 1966 GEOLOGIA E GENESI DEI GIACIMENTI DI TALCO NEL P1NEROLESE (') Luigi Peretti I - Oggetto della nota Il talco estratto dalle miniere delle Alpi Cozie piemontesi (la cosid detta regione del Pinerolese ) -- pi precisamente: la variet talco bianco che ne costituisce buona parte della produzione -- presenta caratteristiche naturali specifiche che conferiscono al prodotto commer ciale i noti, particolarmente pregiati requisiti applicativi. Tali caratteristiche di costituzione e di struttura mineralogica lo distinguono dagli scisti talcoso-cloritici degli altri giacimenti alpini di entit discreta (Valli di Lanzo, Val d'Aosta, Val Malenco, Alpi Aurine), dalle steatiti dell'Appennino Settentrionale, dal talco a tessitura granu lare ( massiccia ) dei giacimenti sardi, ecc. Ma ancor pi nettamente lo differenziano le caratteristiche geologiche dei giacimenti. Nella presente, nota, utilizzando anche i risultati delle sue ricogni zioni sul terreno, durante decenni, e delle relative determinazioni di labo ratorio, I'A. intende mettere in evidenza e coordinare taluni dati di fatto di natura geologica (/. s.), che appaiono particolarmente significativi dal punto di vista giacimentologico. (t) Testo, riveduto ed integrato, della com unicazione all'A ssociazione Mine r a r ia S ubalpina nel co rso d e lla v is ita alla M in iera d i F o n ta n e d ella Soc. talco e grafite Val chisone, e ffe ttu a ta il 25 g iugno 1966. In ta le o ccasio n e l'A., rievocando il suo tirocinio di allievo ingegnere, m inerario com piuto nelle m iniere della Societ u n q u a ra n te n n io a d d ie tro , rin n o v al P re sid e n te , sig .ra A. V illa P reves. al D iret to re C entrale, ing. P. S artorio, ed a l D ire tto re d ella M in iera, g eo m . G atti, i rin g ra ziam enti per la tradizionale, cordiale elargizione di ospitalit, d'inform azioni, di m ateriale da studio alla Sezione M ineraria del Politecnico di Torino. PLAINTIFFS EXHIBIT WCD-14 283 2 - Studi precedenti Noti gi da circa tre secoli per i prodotti della modesta attivit estrattiva che alimentavano, segnalazioni esatte su questi giacimenti si ritrovano nella letteratura statistica e montanistica piemontese della prima met del secolo scorso [1], [4], [5], [10] e si moltiplicano in seguito [2], [7], [21], [23]'. . La geognosia locale; rilevata, infine, magistralmente da V. N ova r e s e [24], [25] e consegnata nei fogli della Carta Geologica d'Italia [42], non ha ricevuto ulteriori varianti sostanziali, a parte le interpretazioni tettoniche nell'ambito regionale della struttura alpina. ' I caratteri'mincralogici e petrografia dei giacimenti e delle rocce che li comprendono furono illustrati ancora da V. N ovarese [26] e soprat tutto, minuziosamente) da E. G r il l e dai suoi allievi [11], [12], [13], [14], [15], [18], [20], [27], [28] per la zona centrale della Val Chisone; da A. R occati [37], [38] e L . P e r e t t i [30] per due giacimenti dello stesso gruppo, ma esterni alla Val Chisone. Pochi altri dati d'interesse giacimentologico (/.s.) sono contenuti nelle illustrazioni di carattere tecnico, chimico, merceologico, divulgativo, redatte ancora da E. G r il l [16], [17], [19], da A. R occati [35], [38], da E. R ido ni [31], [32], [33], [34], [35] e da altri [ 6 ] , [8], [ 9 ] , [22], [29], [40], [41]. i 3 - Cenni sulla geognosia delle Valli Pinerolesi Tutte le mineralizzazioni a talco del Pinerolese -- sia quelle di mag giori dimensioni e d'interesse estrattivo sia quelle, innumerevoli, di signi ficato meramente petrogrfico -- sono, quasi senza eccezioni, elementi integranti d 'una formazione di calcari magnesiaci fanerocristallini ( cristallini ), compresi nella complessa serie litologica del massiccio DoraVlaira , entit strutturale alpina ritenuta un saliente marginale del rico primento del Monte Rosa. Come noto, nella zona centrale del massiccio fra gli gneiss biotitici a tessitura ghiandolare, ortogeni o quantomeno migmatitici, per effetto di retroscorrimenti in direzione della traslazione alpina, s'inserisce un vasto lembo di paragneiss grafitiferi d'et carbonifera, iniettati da un'in trusione massiva di magma granodioritico. Il nucleo di questi scisti inferiori (secondo V. N o v arese [24]) avviluppato da una potente serie di gneiss minuti e micascisti, pr.p. ancora appartenenti al paleozoico superiore (complesso degli scisti superiori ), ripetutamente e stretta- 284 ta attivit cimenti si tese della plicano in V. Novatalia [42], prefazioni rocce che e soprat12]. [13], Chisone ; ilio stesso contenuti vulgativo, . [38], da 22], [29], : di mag . di signielementi irti ( cri d o Doradel rico ; biotitici rr effetto :risce un da un'ini a scisti nte serie rieozoico . stretta- mente ripiegata, con intercalazioni di ortogneiss ed altre minori di scisti anfibolitici e di calcari cristallini. -- Verso Ovest, oltre una linea di demarcazione regolarmente continua, traccia d'una superficie d'esteso trascorrimento tettonico, affiora la for mazione dei calcescisti mesozoici a pietre verdi, del ricoprimento penni- dico del Piemonte [42], . 4 - 1 calcari magnesiaci della serie superiore Dora-Maira . Per la loro sopracitata, quasi costante -\ ed esclusiva, ` ass_ociazione con gli adunamenti di talco, i calcari cristallini della serie superiore Dora- Maira presentano, un interesse giacimentologico preminente che vuole, anche in questa sede, un'illustrazione alquanto pi particolareggiata. Gli affioramenti ne sono planimetricamente distribuiti entro una fa scia ristretta che, presso al limite nordoccidentale del massiccio gneissico, lungo un arco di circa 25 Km., dall'alta Val Sangone, attraverso la media Val Chisone, si sviluppa largamente nella Valle della Germanasca, fino ad affacciarsi sul versante sinistro della media Val Pellice (fig. 1). Costituiscono, litologicamente e strutturalmente, un orizzonte limi tato e nettamente individuato, che sembra risolversi nell'accostamento laterale di numerosi segmenti complanari d'un estesissimo banco (o, in qualche caso, di due-tre banchi ravvicinati), dovunque concordante con le rocce incassanti: in prevalenza micascisti muscovitici ad albite con granato o sismondina, o anche gneiss lenticellari albitico-muscovitici, o gneiss ghiandolari a microclino e albite muscovitico-biotitici, ecc., asso ciati a masse lenticolari, dimensionalmente per lo pi molto subordinate, di pietre verdi svariatissime: anfiboliti orneblendiche o attinolitiche, ad epidoto, a granato); prasiniti ovarditiche o epidotiche; epidositi a glau- cofane; cloritoscisti a quarzo: in genere pi frequenti presso al contatto con i calcari. . Il banco calcareo conserva, talora su notevoli estensioni, spessore quasi uniforme, dell'ordine in media da alcuni metri ad alcune decine di metri. I singoli segmenti vanno per di regola assottigliandosi gradual mente all'ingiro, cos da assumere una pi frequente configurazione a estese e relativamente sottili lenti appiattite. Talvolta la curvatura delle lenti pi accentuata, con ingrossamenti che superano anche un centi naio di metri (ad esempio: a Rocca Bianca, a Rocca Corba, ecc.). Una descrizione dettagliata di queste masse pi potenti, nelle quali erano aperte gi cave di marini rinomati, data nel repertorio di V. Barelli [ 1]. Eccezionalmente, la continuit concreta dell'orizzonte a calcari si 285 i Fig. 1 - Carta geologica sc h e m a tic a d e 1, serio re se tte n trio n a le del m a ssiccio * D oraMarra (sulla base dei Fogli S usa e Pinerolo delia C arta Geologica d Italia). o Dorad 'I t a li a ) . I I pu constatare in vista-su lunghezze d'oltre un paio di chilometri. Qual che volta, nei sotterranei delle coltivazioni minerarie, il banco sembra effettivamente chiudersi del tutto. A giorno, per lo pi, la continuit visi bile degli affioramenti interrotta dalle coperture detritiche (/.5.): ma 1 in qualche caso viene riconfermata dal reperimento di affioramenti limi tati sfuggiti ai primi geologi rilevatori o non riferiti cartograficamente per le loro troppo esigue dimensioni (2). Situazioni congeneri sono state messe in evidenza dai lavori mine rari durante il secolo corrente: il caso piu interessante dal punto di vista I estrattivo, oltrech geologico, rappresentato dalla recente scoperta che il potente banco di calcari marmorei, in vista presso Fontane sulla sini stra del T. Germanasca [42], prosegue estesamente anche sulla destra del torrente ( 9). Le masse lenticolari calcaree sono spesso ondulate trasversalmente o ripiegate; le intersezioni di pieghe isoclinali con la superficie topo grafica simulano, a luoghi, con affioramenti affiancati 1'esistenza di pi banchi sovrapposti. Di regola chiaro che si tratta d'un unico banco, al pi accompagnato da ripetute, sottili intercalazioni omologhe nelle rocce incassanti. La continuit topografica dell'orizzonte a calcari s'interrompe deci samente sia in direzione NE -- dove affiorano ancora grandi lenti isolate sul versante destro della bassa Val Susa -- sia in direzione SO -- dove gli affioramenti distali si ritrovano sul versante sinistro della media Val I Maira. I caratteri litologici del calcare sono relativamente uniformi per tutta la formazione: tessitura isotropa, per lo pi saccaroide, marmorea, talora pi minuta quasi crittomera, talora pi grossamente granulare I con distinta spaticit dei cristalli aggregati; tinta pi comune bianco lattea, oppure lievemente grigiastra, oppure a fitte alternanze di letti bianchi e grigio-cinerei secondo l'originaria straterellatur, a giunti local 1 mente piani o variamente ripiegati. A n a lis i c h i m i c h e d i A. R o c c a t i [ 3 7 ] e d i E . G r il l [ 1 5 ] h a n n o d i m o stra to tra tta rs i, a seconda delle lo calit e d ei d iv ersi livelli nel m edesim o banco, d 'u n calc are leg g erm en te m ag n esiaco (M gO n o n > 5 fc), m a pi spesso d 'u n a ro ccia calcareo -d o lo m itica, p a s s a n te a d o lo m ia con dolo I m ite ben p re p o n d e ra n te su lla c alc ite (M gO > 20 fc ), sen za che i req u isiti o rg a n o le ttic i n e m u tin o in m o d o rile v a n te . (2) Cosi, ad esem p io , l'A. h a ris c o n tra to in V al S a n g o n e la linea d 'affioram ento di un sottile stra to m arm oreo congiungente, lungo parecchi chilom etri nell'alto Vallone del T. Sangone, la grande lente al Colle d ella R ossa con quelle m inori di I C arida-C iargiur-Indritto, pure collegate in in te rro tta m e n te fra loro. 287 1 Presso al contatto con le rocce incassanti il calcare magnesiaco si trasforma, a letti sottili o a lenti limitate, in un calcefiro microgranulare ad attinoto o ad epidoto ferrifero o a granato, con albite e pirite; oppure include intercalazioni lastroidi di calcescisto a quarzo, muscovite, clorite. La continuit di quest'orizzonte dei calcari magnesiaci -- ancora evi dente, malgrado le dislocazioni causate dall'orogenesi alpina, fra i ter mini della serie superiore Dora-Maira , poche centinaia di metri sotto stante aU'imbasamento della formazione dei calcescisti. -- molto pi regolare'di quanto non appaia nella carta geologica ufficiale, la sua veri simile unicit, la relativa uniformit dei suoi caratteri litomineralogici gli conferiscono un inequivocabile significato stratigrafico all'origine, an che se non ancora definito entro limiti cronologici ristretti. 5 - La mineralizzazione a talco Fra gli altri minerali (quarzo, muscovite, anfiboli, ecc.) accidental mente disseminati nell'aggregato a calcite-dolomite, senza confronto pi diffuso ed abbondante, disperso o concentrato in adunamenti omogenei di notevoli dimensioni, il talco caratterizza, la formazione dei calcari ma gnesiaci nel settore Val Sangone-Val Pellice, pertanto anche designata, correttamente, quale formazione dei calcari con talco [30]. Soltanto apparentemente taluni dati di fatto sembrano contraddire alla norma dell'associazione locale calcare-talco : -- l'assenza della mineralizzazione a talco, su scala discreta, nei lembi del. medesimo banco di calcari magnesiaci affioranti all'esterno del settore Val Sangone-Val Pellice. La netta delimitazione topografica della mineralizzazione a sua volta un elemento di fatto specificamente orien tativo per l'interpretazione della genesi della mineralizzazione stessa; -- la presenza sporadica di talco in qualche localit circostante delle Alpi Cozie, in veste di minerale accessorio entro altre rocce (quarziti, pietre verdi, ecc.) del massiccio Dora-Maira o degli altri ricoprimenti alpini. Ci del tutto normale, trattandosi di specie minerale plurigenica e frequente neH'ambito del metamorfismo epizonale. Al contrario, merita d'essere segnalata la totale assenza del talco nelle numerose, estese lenti di calcari dolomitici e di dolomie intercalate nella formazione dei calce scisti, a breve distanza dai giacimenti in esame. Il rapporto di stretta interdipendenza biunivoca fra i calcari magne siaci e la mineralizzazione a talco era da tempi la norma riconosciuta, secondo cui s'orientavano i cavatori nelle loro ricerche minerarie. Tut- 288 iaco si nuiare eppure :lorite. ra evii ter so tto:o pi i verilogici '.e, an- ental o pi genei i ma nata, idi re nei > del della rienssa ; Ielle ziti, enti nica rita enti lce- ;neita, 'ut- I tavia la generalit ed il valore geologico d'un tale rapporto venne espli- I citamente-affermato da E. G r il l soltanto nel suo ultimo studio mono ! grafico [20]. Il talco bianco s'identifica per la sua composizione chimica con la specie minerale stechiometricamente definita. I discreti discostamenti riscontrati alle analisi di campioni litologici o minerari [8], [22] sono da rapportarsi per buona parte alla presenza nella roccia o nel rinfuso di piccoli quantitativi di minerali accessori. Nello stesso giacimento alla variet pi comune bianco-lattea, con tessitura d'aggregato finamente feltrata-squamosa, alquanto anisotropa, v s'associano, senza regole di distribuzione definite, una variet bianco-ni- vea a tessitura lamellare di grandi individui cristallini subparalleli, mar catamente scistosa e con vivace lucentezza madreperlacea, ed una variet assai meno comune bianco-verdognola o bianco-avorio, con spiccata lu- 1 centezza grassa, a tessitura microgranulare, isotropa ( massiccia ) a tipo di steatite s tr .s . : la composizione chimica di quest'ultima coincide : rebbe con quella teorica del talco: nelle altre se ne differenziano alquanto j i rapporti H.O : MgO : SiO; [38]. Nei corpi mineralizzati dei giacimenti pinerolesi, costituiti essenzial- j mente dal talco nelle diverse variet strutturali sopra citate, sono mine- I rali accessori, in individui cristallini isolati o in gruppi aggregati, a volte 1 diffusi su volumi notevbli, altre volte quasi affatto assenti in tutto un | corpo mineralizzato produttivo, in ordine di frequenza media decrescente : -- i carbonati di calcio e di magnesio : assai pi frequente la doloj mite, in grandi cristalli semplici romboedrici, oppure in aggregati spatici insieme con talco, a contorni sfumati e con qualche geode a individui semiliberi; meno frequente la calcite; eccezionale la magnesite, talvolta : leggermente ferrifera, gi ripetutamente segnalata [13], [14], [30] e re I centemente ritrovata dall'A. a. Fontane in nitidi cristalli (1011) isolati, grigi, di circa 1 cm. di spigolo; -- le cloriti, per lo pi tuttavia aggregate in lembi distinti di cloritoscisto ( talco grigio : si veda pi avanti); -- la pirite: in disseminazioni di cristalli con abiti vari e taluni caratteristici ( 8), anche di grandi dimensioni, pi abbondanti in qual che zona di alcuni distretti (Miniera di Maniglia; livello 1400 nella Mi niera di Fontane Nuova, ecc.) ; all'ossidazione di pirite sono dovute le rare pigmentazioni di limonite ocracea (fig. 2); -- gli anfiboli della serie tremolite-attinoto, in cristalli aciculari iso lati, ma ravvicinati ed isorientati o raggianti ; 289 Ij ! i -{ . : j ! j. |' i l | j : Fig. 2 - C ristalli d i pirite a spigoli arrotondati nell'aggregato di talco con dolom ite. (G randezza naturale)/. M in iera d i F o n ta n e N uova, livello 1400. -- il quarzo, talora in cristalli semplici a superfci (1010) fortemente corrose ; . -- la grafite, come pigmento diffuso. Apatite, tormaline, rutilo [11], [15] non sono stati pi rinvenuti negli ultimi tempi. Non entro il talco, ma negli inclusi (di cui al 7) sono state ritrovate: idocrasia bruna, in grossi cristalli tozzi alla superficie di lenti anfibolitiche, e pirrotina, in aggregati granulari con carbonati calcico-magnesiaci. ' Il talco grigio , molto spesso irregolarmente consociato al talco bianco , ma in complesso quantitativamente assai subordinato, un talcoscisto, o pi spesso uno scisto cloritico, di tinta verdognola o cine rea o rossiccia, a tessitura scagliosa piana, costituito da clorite scarsa mente ferrifera e riccamente alluminifera (termine clinocloro-proclorite) e da talco, con svariati minerali accessori: anfiboli, epidoti, carbonati, grafite, quarzo, rutilo, ecc. [12], [15],' [18], [30]. 290 6 - Morfologia dei corpi mineralizzati Presente anche in forma di esilissime spalmature lungo le .litoclasi, pi di rado lungo i giunti di stratificazione del banco di calcare magne siaco, il talco si concentra a formare masse stratiformi ( vene o stra ti ) molto sottili -- da alcuni centimetri a pochi metri -- in confronto alla loro estensione, riscontrata continua talora su decine di ettari; 25 cm. di spessore considerato il limite inferiore per la coltivazione mineraria. . Frequenti sono le ondulazioni e le pieghe della vena, gl'ingrossa menti lenticolari (eccezionalmente, fino ad una quindicina di metri), peri metralmente delimitati da assottigliamenti che riducono la mineralizza zione a poco pi d'una semplice traccia fra le salbande. I letti talcosi, sempre nettamente delimitati alle salbande, si presen tano intercalati entro al banco calcareo in uno solo, oppure in due-tre livelli (ad esempio; nelle Miniere di Maniglia [19], di.Malzas e di Grand Camp [30]). La bipartizione dello strato talcoso simulata, in qualche punto, dall'interclusione di lembi appiattiti e ben distinti di scisto cloritico o di altre pietre verdi, ecc. (si veda al 7). Altrimenti, la vena si sviluppa al tetto o al letto del calcare (intesi in senso minerario e non stratigrafico) (fig. 3); te iti 7) :ro- t ! f :o t in Fig. 3 - S tru ttu ra del banco di calcare m agnesiaco m ineralizzalo a talco nel Ribasso C evrero dclVex-Miniera M artinetto in Val Sangone. =) :i, Leggenda. I: Micascisti muscovitici a biotite o a sism ondina ( scisti supe riori della serie Dora-Maira ). 2: Micascisti muscovitici a granato. 3: Anfibolite (attinolite'i a epidoti. 4: Prasinite anfbolico-cloritica o ani- II bolica - epidolica. 5: Calcare magnesiaco listato con vene di talco (a inclusi dolomitici). 291 ! i ; : i : . : Fig. 4 - Particolare str u ttu r a le d ella vena d i ta lco al livello 1500 della M iniera Fontane Nuova. Legcexda. 1: Micascisto muscovitico ad albiie. 2: Micascisto muscovitico a granato. 3: Scisto cloritico - talcoso ( talco grigio ). 4: Talco. 5: In clusi di dolomite con quarzo. 6: Intercluso di prasinite cloritica a quarzo e calcite. Di rado, per qualche tratto, il banco calcareo e lo strato talcoso pro cedono disgiunti, subparalleli, per l'interposizione di banchi d'altra roceia, per lo piu-micascistosa, potenti anche decine di metri (ad esempio: nella Miniera di Fontane) [6], [20]. Pure a Fontane in qualche quartiere e in qualche sondaggio non si ritrovato il calcare neppure a discreta distanza (stratimetrica) dalla vena di talco [20]. Lo spessore dello strato, o degli strati, talcosi rappresenta sempre soltanto una modesta aliquota della potenza locale del banco di calcare: da 1/10 ad 1/20 all'incirca, nelle zone esplorate con le coltivazioni mine rarie. Una valutazione estesa a tutto lo sviluppo dei calcari nel settore geografico potenzialmente mineralizzato (ma nel quale gli affioramenti nella maggior parte delle aree sono praticamente improduttivi od effet tivamente sterili) sembra -- con larghissima approssimazione -- ridurre il rapporto medio talco-calcare intorno a 2 %. In conclusione: nei cal cori magnesiaci lalchizzati del Pinerolese il talco quantitativamente di tanto subordinato, che la concentrazione di silice e di magnesia ch'esso comporta quasi insignificante rispetto alla composizione chimica globale. La vena principale di talco, qualsiasi ne sia lo spessore, appare 292 /////7 /-^ y y /////A i 500 ico In a :oso proltra rocsempio : pjartiere discreta sempre calcare : li mine settore ramenti >d effetridurre nei cal iente di eh'esso globale. appare di regola stratimetricamente concordante con i giunti di stratificazione del calcare -- dove essi siano percettibili --o con i giunti di scistosit delle rocce incassanti (fig. 4). Altrove i contatto la discordanza pu pre sentarsi nettissima ed il contatto assume per ci carattere meccanico : questa del resto la regola per le vene secondarie, che si dipartono da quella principale a riempimento di litoclasi variamente orientate. 7 - Gl'inclusi nelle concentrazioni di talco . Un aspetto tutt'affatto particolare della mineralizzazione a talco la presenza costante e regolare nei corpi, mineralizzati di masserelle net tamente delimitate (inclusi o rognoni ) di varia natura litologica, il fenomeno pare rivestire interesse singolare e addirittura fondamentale dal punto di vista giacimentologico (3). . Non sembra di conseguenza fuor di luogo in questa sede elencare succintamente i diversi tipi litologici rappresentati negli inclusi. Sempre isolati e nettamente delimitati fra il talco che ne riveste tena cemente le superfci lisce, gl'inclusi hanno forma generalmente ellissoi- dica e dimensioni variabili da pochi millimetri ad oltre 1 m di diametro medio. ' Sono costituiti da aggregati minerali, non sempre presenti local mente nelle rocce inpassanti ;' in ordine di frequenza : -- dolomia a tessitura fanerocristallina spatica, oppure a struttura pi minuta, saccaroide. Al microscopio: struttura pavimentosa a grandi cristalli di dolomite (fino a 4 cm. di lunghezza) non geminati, con nette tracce di sfaldatura non deformate; accessori: calcite e talco; -- id., con in pi quarzo ialino in varie proporzioni, distribuito se condo zone distinte; al microscopio i cristalli mostrano estinzione a pla ghe, non ondulata. Accessori: pirite in cristalli idiomorfi, talco, attinoto. Talora il nucleo dell'incluso, di natura quarzoso-dolomitica, ha un invi luppo esteriore nel quale abbondano talco e pirite; -- quarzite (verisimilmnte idrotermalitica) a tessitura microgranu- (3) Fin dal 1913 il p i a c u to f r i gli stu d io si d e ll'a rg o m e n to , A. Rocc.vrl (38J, accennando agli inclusi quarzosi nel talco della m iniera di Grange Subiaschi, affer m ava: io ritengo che queste m asse debbano avere una notevole im portanza per le questioni inerenti alla genesi dei giacim enti di talco e mi riservo rito rn are di p ro p o sito su di esse in u n p ro s sim o lavoro . Il p ro p o s ito non fu poi p o tu to m an tenere e gli A utori successivi, p u r riferen d o nuovi d a ti sull'arg o m en to , tra sc u ra ro n o di d isc u te rn e il sig n ificato g iacim entologico. 29J r Jare con leptoclasi irregolari. Al microscopio il quarzo appare il costi tuente quasi esclusivo, in grandi individui a contorni subpoligonali, con estinzione a plaghe non ondulata, esenti da microinclusioni e microfrat ture. Accessori interposti, molto scarsi: talco in esili squamette, granuli di dolomite; -- calcefro a tessitura spatica, struttura cristalloblastica pecilitica; costituenti essenziali: dolomite, antibolo (tremolite-attinoto) in cristalli aciculari idiomorfi ; albite, talco, quarzo, zoisite accessori ; -- calcefro a zone allungate e sfumate, bianche e leggermente ver dognole. Struttura e composizione c.s., con smistamento in liste alter nate dei cristalli di minerali carbonati e dell'anfibolo chiaro; -- anfibolite a tessitura bacillare-raggiata, a cristalli di tremoliteattinoto o di tremolile ; questi ultimi terminanti talora in ciuffi di fibre asbestoidi rigide, a lucentezza sericea. Talora nell'interno dell'incluso un nocciolo di dolomite spatica; ecc. In ogni giacimento, topograficamente definito -- e talvolta nei di versi quartieri del medesimo giacimento -- compare pi frequente uno (o pi d'uno) dei tipi litologici d'inclusi sopraelencati, mentre altri pos sono mancare affatto. (Cos, per esempio, mancano gl'inclusi quarzitici nei giacimenti della Val Sangone [30]). Oltre agl'inclusi pure normale, soprattutto dove la vena di talco raggiunge i maggiori spessori, 1"mterclusione di lembi isolati delle rocce incassanti, pure essi a configurazione lenticolare, anche di discrete o rile vanti dimensioni (fino ad alcuni metri, secondo la giacitura del banco). Pi frequenti, in qualche caso ripetuti, ravvicinati quasi come gli ele menti d'una breccia tettonica di cui il talco costituisce il cemento, sono gl'interclusi di talco-cloritoscisto (il talco grigio, gi riferito); meno comuni: variet di anfiboliti e.prasiniti, e anche di micastisti cloritici ( rognoni neri ) o muscovitici. Non risulta siano stati riscontrati fra gl'interclusi lembi di gneiss ghiandolari o lenticolari. La proporzione d'inclusi (/. s.) negli adunamenti talcosi estrema mente variabile da punto a punto: tale tuttavia (valutabile, in larga me dia, intorno a 30 f) da esigere -- dopo che gi durante l'abbattimento del minerale in sotterraneo sono stati scartati dal rinfuso i maggiori interclusi eterogenei -- leliminazione degli inclusi (da un paio ad una ventina di centimetri di diametro medio) mediante cernita manuale. Gl'inclusi minori, macinati insieme col talco, determinano poi i lievi scarti fra la composizione chimica del mercantile e quella del talco puro. 294 ' . ' costi li, con rofratranuli litica ; istalli ; veralter- olitefibre jso :i di uno pos atici aleo acce rile.co). cle ono eno tiri fra na ne- ito ori na le. :vi ro. 8 - Impronte di deformazioni meccaniche nei corpi mineralizzati Un altro carattere intrinseco e peculiare degli adunamenti di talco del Pinerolese merita pure d'essere messo in evidenza, in quanto finora inavvertito nel suo significato : il complesso delle tracce di deformazioni meccaniche recenti, evidenti nelle masse talcose. Dalla scala dei singoli macrocristalli a scala litologica e geologica, si osservano con discreta frequnza : ; ' ' . .. -- modificazioni superficiali dei monocristalli idiomorfi di pirite, specie di quelli di grandi dimensioni, sotto forma di marcate smussature, arrotondate e minutamente scalfite, degli spigoli e dei vertici. Queste de formazioni sono del resto normali per i cristalli di pirite inglobati nel talco d'altri tipi di giacimenti, cos come il loro abito, fortemente spro porzionato. Affatto eccezionali, n ancora segnalate, sono le tracce d'un apparente rifollamento della pirite asportata per abrasione, interpreta bile come una ricristallizzazione per rideposito) lungo gli spigoli smus sati di taluni grandi cristalli (111) rinvenuti nella Miniera di Mani glia (fig. 5) ; Fig. 5 - C ristallo d i pirite isolato nel talco. Sugli spigoli dell'ottaedro, sm u s sati e striati per abrasione, risaltano salienti irregolari, da apparente rifollamento. (G randezza naturale). M iniera di M aniglia. -- le fitte, regolari increspature parallele dei giunti di scistosit del talco macrolamellare (fig. 6); -- i frequenti specchi di scorrimento piani ( liscioni ) nel talco ad aggregati minutamente squamosi. A volte gli specchi sono rigati da scal fitture parallele ( hamish ), con depositi epigenetici lamellari di pi rite (fig. 7); -- le superfici incurvate, perfettamente levigate, delle masserelle isolate di talco microgranulare, alquanto meno deformabili del comune talco squamoso in cui sono comprese; 295 Fig. 6 - G iunti di scistosit a pieghettature parallele, nell'aggregato di talco lam el lare. (Fot. rid o tta a 1/2). M iniera d i F o n ta n e N uova, livello 1403. i Fig. 7 - Piano di faglia rigato dallo scorrim ento, nell'aggregato di talco con noduli di clorite (breccia di frizio n e) e deposito epigenetico lam inare di pirite, (G ran dezza n a tu ra le : luce b ia n c a ). M in iera di F o n ta n e N uova, livello 1500. 296 -- soprattutto: la configurazione geometrica, di gran lunga pi fre quente, degli inclusi, specie se di medie dimensioni : ad ellissoidi, di rivo luzione o a tre assi, molto appiattiti, discoidali : le lamelle di talco che vi - aderiscono formano una crestina rilevata nel piano equatoriale, risultan done delle figure a tipica sagomatura fluidodinamica (fig. 8 e 9) ; --infine ( 6), le discordanze, volte, fra la giacitura della princi pale .vena , talcosa stratiforme e, quasi sempre, delle vene minori con quella delle rocce incassanti : il contatto ha talvlta l'asstto d'uno specchio di faglia. . ' Al contrario, deformazioni meccaniche dei singoli cristalli costituenti non appaiono di regola evidenti all'esame perografico degli inclusi, forse obliterate da processi intensivi di ricristallizzazione tardiva. Nel complesso questi fenomeni particolari suggeriscono l'idea di di .mel- slocazioni del talco, eminentemente plastico, quasi fluente ( lubrificante tettonico ) in campi d'intense forze orogenetiche orientate. Ne consegue che la messa in posto delle masse talcose, con meccanismo nettamente '.itli Fig. 8 - In c lu si nella vena d i laico d i d o lo m ite c rista llin a e d i d olom ite-quarzo, an- riv e stiti d i talco, a fo r m a ellissoidica, flu id o d in a m ic a . (F o t. rid o tta a 1/2). Mi niera di Fontane, livello V itto ria. 297 -f Fig. 9 - Incluso nel talco, costituito da m icascisto biotitico con m uscovite e attinoto, a tessitura lenticellare; i giunti d i scistosia s'adeguano al contorno discoidale dell'incluso. (G randezza n a tu ra le ; sezione lu cid ata; luce bianca); Mi ; niera Fontane, livello Gianna. ' differenziato in confronto alle rocce circostanti, pu averle convogliate, per effetto di estrusione e di scorrimenti, anche a discreta distanza dalla posizione originaria, risultandone in tal caso rapporti di contiguit acci dentali con le rocce circostanti. Pi logicamente che con l'ipotesi duna completa 'trasformazione del calcare magnesiaco in talco, potrebbe inter pretarsi come effetto di dislocazioni differenziate anche il locale, anomalo distanziamento de! banco calcareo dalla vena talcosa o l'assenza del cal care nell'interno di essa (4). 1 A sua volta la reazione geomeccanica del calcare magnesiaco, relati vamente rigido, alle sollecitazioni orogenetiche, con formazione di lito clasi, faglie, brecce -- la pi parte in seguito compiutamente risaldate -- (4) P arrebbero naturali un analogo com portam ento geom eccanico -- e di con seguenza analoghe s tru ttu re (/. s.) -- delle m asse di talco e delle m asse di grafite (a ltro lubrificante tetto n ico ), com prese fra rocce pi rigide, d u ra n te le disloca zioni orogenetiche. Fra i giacim enti di talco e quelli poco distanti di grafite, nel Pincrolese, sussi stono tuttavia notevoli divarii stru ttu rali: -- la configurazione delle m asse grafitose, originariam ente stratifo rm i, m a coinvolte in pieno nell'orogenesi crcinica, m olto pi irregolare ed accidentata che non p er le m asse talcose, da ritenersi quindi di origine alquanto pi recente e so g g ette s o lta n to a ll'o ro g en esi a lp in a ; -- l'abbondanza d'inclusi variam ente eterogenei en tro gli ad u n am en ti talcosi in confronto ai partim enti argillitici, singenetici, net carboni fossili e nelle grafiti da esse derivati, potrebbe spiegarsi con una maggiore viscosit del talco, che pi facilm ente asporterebbe e convoglierebbe lem bi delle salbande, oppure con 1'orig in e a u to c to n a , resid u a le (im p ro b a b ile ) di b u o n a p a r te degli in c lu s i: il p ro blem a tu tto ra insoluto. 298 < r c i l e. e 1. 1 t: a il ; ir , tr ! e- ! in ! I .( si i (-* ri. luscovite e il contorno >ianca). Mi- nvogliate, nza dalla uit acciesi d'una jbe interanomalo i del cal o, relati : di litoildate -- e di con d grafite ; disloca. se, sussi- rm i, m a Sdentata recente . talcosi e grafiti Ico, ch e .ire con il p ro avrebbe localizzato ed agevolato la percolazione e l'azione mineralizzante dei convogli idrotermali. 9 - 1 1 giacimento di Fontane Le concentrazioni maggiori di talco sono state oggetto di coltiva zione mineraria in molte localit: Martinetto e Grand Camp in Val San- gone -- inesplicabilmente ignorate poi nella letteratura geomineraria dopo la segnalazione nel 1929 [30] -- ; Colle della Rossa in Val Chisone; Maniglia, Malz, Massello, Fontane, Crosetto, Malzas, La Fracia, Plein, Sapetl, Envi ed altre minori in Val Germanasca; Grange Subiaschi in Val Pedice (fig, 1). " Fra le miniere gi contemporaneamente attive ancora pochi decenni addietro, la pi parte raggruppate nelle concessioni della Soc. talco n grafite val chisoxe, quelle a corpi mineralizzati di modeste dimensioni globali, oppure a vene mediamente di troppo ridotto spessore, sono an date esaurendosi nei quartieri pi accessibili e furono quindi da ultimo abbandonate, malgrado i progressi delle tecniche estrattive, o forse ap punto a causa di questi. Attualmente si tende ad accentrare la coltivazione industriale (ricer che, tracciamenti, collegamenti, produzione) nel giacimento di Fontane, il meglio noto anche dal punto di vista petrogrfico e mineralogico per gli studi di E. Grill e della sua Scuola (gi citati ed ai quali si rinvia), e di gran lunga il pi importante dimensionalmente. Nella parte da tempo esplorata e coltivata sulla sinistra della Val Germanasca lo strato di talco, con potenza media d'alcuni pochi metri, si sviluppa continuo fra 1000 e 1500 m s.m. per circa 1.5 Km nel senso della direzione stratime trica, NNO-SSE, e per circa 1 Km nel senso deH'immersione, verso OSO, accentuandosi l'inclinazione nei livelli inferiori, da 15 a 30*. Limitato dagli affioramenti a giorno verso SE e isterilito verso NO, il banco della vecchia miniera s'estende poi, sulla destra del profond intaglio della Val Germanasca, su un'area d'almeno molte decine di et tari, accertata sistematicamente mediante sondaggi, e negli ultimi anni esplorata con gallerie di primo tracciamento, lungo le quali si pure iniziata la coltivazione. Le caratteristiche geominerarie di questo corpo mineralizzato, che si pu considerare dal punto di vista tecnico un nuovo grande giacimento (Miniera di Fontane Nuova o di Crosetto), non sono state finora rife rite nella letteratura scientifica e tecnica. poi notizia di questi giorni il ritrovamento, mediante sondaggi, . 299 i i della prosecuzione del banco di Fontane anche dal lato SO, a monte della stretta di Pietra Spaccata sotto il livello 1100, con indicazioni pre- - liminari di rilevante potenza e di presumibile, fruttuosa coltivabilit. La cubatura globale del minerale ancora estraibile nei quartieri finora esplorati di tutto il distretto di Fontane-Crosetto si aggira fra 1,5 e 2 milioni di m5. L'ingente riserva s'incrementer notevolmente con l'ulteriore sviluppo dei lavori di ricerca. -. . 10 - Considerazioni orientative per l'interpretazione genetica dei giaci menti * * *v La formazione dei calcari magnesiaci nella serie superiore Dora- Maira si sviluppa nel sottosuolo molto oltre i punti pi addentrati raggiunti con i sondaggi o con le gallerie di miniera. Appare ovvia con seguenza che, nel settore mineralizzato Val Sangone - Val Pellice, anche le concentrazioni di talco di valore minerario siano distribuite con re gola statistica anche nelle aree della formazione ancora inesplorate. Nei tempi passati fino ad oggi la ricerca di corpi mineralizzati e la loro esplorazione stata condotta nell'orizzonte dei calcari in base a norme empiriche, quasi casualmente. N, d'altronde, sarebbe ora efficiente una prospezione geofisica orientativa, per le caratteristiche fisiche spe cifiche della miner lizzazionp. Un orientamento, seppure generico, per le ricerche potrebbe fornire invece la sicura conoscenza dei processi genetici ed evolutivi dei giaci menti, sinora tutt'altro che acquisita. I diversi Autori hanno evitato d'impegnarsi sull'argomento, oppure si sono limitati ad affermazioni largamente induttive, in qualche caso quasi apodittiche, sulla base di osservazioni particolari petrografico-mineralogiche o di astratte formu lazioni chimico-minerogenetiche. I fattori naturali determinanti in una regione geologicamente cosi complessa sono nel fattispecie tanto numerosi che non possibile esau rire in breve la casistica delle loro reciproche influenze. Un'interpreta zione alquanto pi aderente alla realt si pu tentare di conseguire, tenendo di conto le considerazioni generali, soprattutto quelle di carat tere geologico str. s., volta a volta messe in rilievo nei precedenti, e che qui si richiamano, riassumendole: -- l'interdipendenza, biunivoca ed esclusiva, fra calcari magnesiaci della serie superiore Dora-Maira e. le concentrazioni di talco; -- la continuit, l'unicit (probabile), l'uniforme costituzione del l'orizzonte di tali calcari, che gli assegnano una posizione stratigrafica- mente definita; . . 300 a monte zioni preItivabilit. quartieri egira fra nente con dei giaci- e Doraddentrati wia con ce, anche e con re orate, zzati e la n base a efficiente iche spe- e fornireiei giacii evitato rmazioni base di : formu- nte cos ile esau:erpretaiseguire, li caratdenti, e gnesiaci 3; ne delgrafica- -- l'uniforme mineralizzazione a talco dei calcari entro un settore ben delimitato fra le Valli del Sangone e del Pellice, che suggerisce l'esistenza d'un fattore determinante della mineralizzazione situato in posizione geografica prossimale (quale potrebbe essere l'intrusione gra- nodioritica ercinica della media Val Chisorie; con apofisi affioranti a pochi chilometri dei giacimenti di talco; n si conoscono altri fattori congeneri); , . ., . ' . .. -- la singolarit della mineralizzazione a talco, assente in tutte le altre congneri formazioni calcareo-magnesiache alpine, che conferma la localizzazione prossimale d'un fattore mineralizzante singolare; -- l'assenza di mineralizzazione a lco, in particolare, nei contigui (topograficamente) e sovrastanti (stratigraficamente e tettonicamente) calcari dolomitici della formazione dei calcescisti, che limita anche cro nologicamente il tempo in cui avvenne la mineralizzazione ; -- la proporzione minima di talco rispetto ai calcari magnesiaci, cosicch questi appaiono logicamente la roccia madre di quello, ed i conseguenti minimi quantitativi di MgO estratti dalla dolomia per la sintesi del talco (nell'ipotesi d'una sua formazione epigenetica); -- la normale presenza negli adunamenti di talco di minerali acces sori, taluni singenetici (cloriti), altri d'apporto verisimile idrotermale (pirite, quarzo, magnesite) o ipotetizzabili come residuali dal calcare magnesiaco metasomatizzato (calcite, dolomite); -- la costante presenza nel talco d'inclusi nettamente individualiz zati, taluni allotigeni (micascisti, cloritoscisti), altri forse autoctoni (dolomia, quarzite, calcefiri); -- i vistosi processi di silicizzazione e silicatizzazione diffuse nelle preesistenti rocce incassanti il banco calcareo, ravvisabili nei calcefiri, nelle anfioliti-epidositi a facies di corneane, nelle quarziti e quarzomicascisti, nelle migmatiti (gli gneiss ghiandolari per la prima volta segna lati da E. G r il l [20]), ecc.: presenti pi frequenti presso al contatto con i corpi mineralizzati. . Sono gi nell'insieme di per s sufficienti questi dati di fatto a ridurre il campo delle ipotesi genetiche a priori pensabili e proposte dai singoli Autori, eliminando quelle ad essi disformi; tra le altre: -- la trasformazione mineralogica, senza apporto di sostanza, di materiali piroclastici basici, singenetici ai calcari e ad essi intercalati ; -- la messa in posto, per intrusione, del talco quale minerale di consolidamento tardivo d'un residuo magmatico basico; 301 -- l'apporto di silicati magnesiaci, ad opera di convogli idrotermali estrinsecatisi da magmi basici (mesozoici); -- il diretto smistamento massiva della dolomia alquanto silicea in calcare marmoreo scarsamente magnesiaco ed in., talco, senza apporti esterni; ecc. . Genesi ed evoluzione dei. giacimenti di talco in esame dovrebbero prospettarsi inquadrate nell'evoluzione geologica di tutta la regione alpina: Ma le conoscenze al riguardo sono tuttora" incerte, in quanto le differenti opinabili impostazioni generali (geochimiche, tettoniche ecc.), assunte dalle diverse Scuole geologiche, approdano a differenti ricostru zioni, nello spazio e nel tempo, del complesso fenomeno. Sulla base soltanto delle precedenti messe a punto e delie elementari esclusioni, dedotte dalle reali condizioni litogeologiche in un ambito relativamente ristretto, si pu tuttavia tentare una provvisoria schema tizzazione del processo giacimentologico, ragguagliandone le fasi succes sive a taluni tempi ed aspetti meno controversi della geologia alpina. Lo schema, discutibile ma abbastanza organico, presentato, senza altre giustificazioni n illustrazioni di dettaglio, nella tabella. 11 - Programma di massima per lo studio giacimentologico del giaci mento di Fontane Un ulteriore progrsso notevole nelle conoscenze necessarie ad una pi sicura e particolareggiata visione giacimentologica degli adunamenti di talco del Pinerolese pu conseguirsi, a sua volta, mediante la raccolta sistematica di serie di dati particolari, quantitativi (le determinazioni qualitative sono gi largamente sufficienti) -- quale non ancora effet tuata, n possibile che con un lavoro collegiale di squadra -- estesa ad una zona relativamente limitata, ma rappresentativa di tutto il gruppo di giacimenti. Per la facilit degli accessi al sottosuolo, delle osservazioni e delle campionature dirette, per il buon numero di sondaggi gi eseguiti, per la disponibilit di rilevamenti topografici a grande scala, nonch, soprat tutto, per il suo preminente e crescente interesse minerario, stata scelta la zona delle Miniere di Fontane (vecchia e nuova). Con il consenso e con la valida collaborazione della Soc. Talco e Grafite Val Chisone, utilizzando, beninteso, le numerose osservazioni parziali eseguite dai precedenti studiosi, il nuovo ciclo d'indagini gi in corso d'esecuzione iniziale da parte dell'Istituto di Geologia e di Giacimenti Minerari -- e deilTstitut di Arte Mineraria del Politecnico 302 Irotermali silicea in a apporti Dvrebbero i regione quanto le che ecc.), . ricostru- lementari n ambito i schemasi succesia alpina, ito, senza del giaci- e ad una unamenti i raccolta umazioni ora effet -- estesa tutto il li e delle zuiti, per , soprat, stata T alco e ervazioni dagini 3gia e di ilitecnico . . | i ! i ] Cicli oroaenetici iniziale ercinico < tardivo M anifestazioni m agm atiche (l.s.) e loro prodotti Predisposizione, formazione ed evoluzione dei giacim enti di talco 1. In tru sio n e g ra n itic a p ro fonda e migmatizzazione delle serie sedim entogene preesistenti (ortogneiss ghiandolari Dora-Maira) 2. In tru sio n e laccolitica gra' rodioritica della m edia Val Chisone (gneiss dioritico di Perosa-Malannag- g io)- ^. (E strin se c a z io n e d a 1) e' 2) di convogli pneum ato- litico-idroterm ali ' e loro azioni m etasom atizzanti su m icascisti, calcari do lom itici, ecc.). - Sedim entazione e diage nesi del deposito neritico di calcare dolom itico (c. di scogliera) - Form azione di . rocce c silicati femici al contat to o entro i calcari m a gnesiaci. M ineralizzazione m etaso m alica a talco per mobi litazione di MgO, ad ope ra di convogli idroter m ali perim agm atici sili cei, in am biente di m eta m orfism o meso - epizo nale. D islocazione tetto n ica, li m itata. della formazione dei calcari con talco. fase preparatoria del ciclo alpino 3. Iniezioni basali sim iche i . nei sedim enti geosinclina- lici mesozoici (pietre ver di della formazione dei calcescisti). (Convogli idroterm ali e m ineralizzazioni filonia ne a solfuri, ecc.). alpino . (M obilitazione di convogli iniziale . idroterm ali per effetto di I m etam orfism o catazonale). finale - Dislocazione tettonica ac centuata della form azio ne dei calcari con talco; suo sm em bram ento; evo luzione m orfologica dei segm enti risultanti. Tettonizzazione differen ziale e m essa in posto delle m asse plastiche clo ritoscistose e talcose; elaborazione meccanica degli inclusi nel talco; lim itate trasform azioni stru ttu rali (ricristallizza zioni) in am biente di m e tam orfism o epizonalc. di Torino, per quegli argomenti che comportano riflessi nella coltiva zione mineraria (f. s.). Capitoli di studio giacimentologico previsti in linea di massima, cui altri potranno aggiungersi nel corso dei lavori, sono, a scale dimen sionali decrescenti : -- il rilevamento geologico analitico a giorno (per esempio a scala 1 : 20C0) della zona compresa fra gli spartiacque liminari della Val Germanasca lungo una tratta d'un paio di chilometri, con classificazione delle formazioni affioranti (tipi e variet litologiche, dati tettonici, ecc.), sulla base di determinazioni petrografiche orientative (se ancora neces sarie) ; -- il rilevamento c. s. (per esempio a scala 1 : 1000) nel sottosuolo ai diversi livelli della coltivazione mineraria, ed il suo raccordo con i dati ricavati dai sondaggi, cosicch ne risulti la rappresentazione tridi mensionale dei corpi mineralizzati e delle loro incassature con gli ele menti strutturali relativi (tipi di contatti, scorrimenti, fratture, ecc.); -- Io studio statistico della distribuzione qualitativa e geometrica delle masse di pietre verdi, calcefiri, ecc. nei calcari; dei lembi di roccia interclusi negli adunamenti di talco ; degli inclusi id. con i loro orienta menti; della distribuzione di taluni meglio evidenti minerali associati al talco (pirite, quarzo) ; . -- lo studio della distribuzione dei tenori di MgO nel banco di cal care magnesiaco; -- la determinazione (eventuale) di dati mineralogici strutturistici (orientamento dei microinclusi nei singoli cristalli); ecc. probabile che le risultanze conclusive di queste ricerche a largo raggio, perseguite sul posto ed in laboratorio, concorrano gi, quanto meno, a dirigere l'esplorazione diretta della parte ancora sconosciuta del i I giacimento mediante sondaggi e gallerie, coadiuvandone la programma zione al fine della loro massima efficienza e dell'economia di tempo e di costi. Politecnico di Torino. Is titu to d i Geologia e G iacim enti m inerari. A g o sto I960. ' ! ! ]tiva- sima, ineri scala Gerzione ecc.), eces- ;uolo :on i tridi. elecc.); trica iccia ?ntaciati cal- stici irgo ntodel ima>o e BIBLIOGRAFIA (5) [1 ] Barelli, V.: C en n i d i sta tistic a m in era lo g ica d eg li S ta ti d i S . XI. il Re d i Sar degna, ovvero Catalogo ragionato della raccolta ]orm atasi presso l'Azienda generale d e ll'In te rn o . Tip. G. F o d ra tti, T o rin o , 1835. [2] BARErrr, M .: G eologia della P rovincia d i T o rin o , F. C asan o v a ed., T orino, 1893. [3 ] B arucco, C .: L e ca ve d i talco della Valle d i S a n M a rtin o (A lp i Pinerolesi). R assegna m in e ra ria , m e ta llu rg ic a e c h im ic a , v. 32, T orino, 1910. [4 ] Borsoni, E .: C atalogne ra iso n n d e la c o lle c tio n ntin ra lo g iq u e du M ttse d'H i sto ire N a tu re lle de T urin, Im p r. R oyalc, T u rin , 1830. (51 Casalis, G.: D izionario Geografico storico-statislico-com m erciale degli S ta ti d i S . M. il R e d i Sa rd eg n a , v. XV, T ip. G.. M a rz o ra ti, T o rin o . 1847. [61 Cavitato, A .: G ia c im e n ti M inerari, U.T.E.T., T o rin o , 1964. . [71 Despixe, C. M .: N o ttc e sta tisiiq u e s u r T In d u s trie M inerale des E ta ts Sardes. Tip. I. F avaie, T o rin o , 1858. [8] F icai, C.: R ic e rc h e su i ta lch i italiani. L'I n d u s tr ia M in e ra ria d 'Ita lia e d 'OItre m a re , F a en za, 1942. [91 GASTALDt, M. V .: La S o ciet Talco e G rafite V a l Cltisone-Pinerolo. L 'Illu stra zione ita lia n a , a. L U I, n. 9, M ilano, 1926. [101 G ianotti, B .: C en n i d e s c r ittiv i d i M in era lo g ia sta tistic a e d i Id rologia m in e rale d elle A lp i Ita lia n e , Tip. M ussano, T o rin o , 1845. [ I l i Grill, E .: C o n trib u to allo studio d ei m in era li della Valle del Chisone. A tti Soc. to sc a n a S cien ze N a tu ra li , v. XXXI, P isa , 1916. [121 G rill, E .: I l ta lc o d ella R o u ssa ( V alle del C hiso n e). A tti Soc. to sc a n a Scienze N atu rali . M em o rie v. XXXV, P isa, 1922. [13] G rill, E .: M agnesite cristallina e parasepiolite d i Sapatl (Valle della Germanasca). R end. R. A ccadem ia naz. dei Lincei , v. XXXIII, 3, Rom a, 1924. [141 G rill, E .: A n c o ra su lla m a g n esite c rista llin a della V alle della G erm anasca. R end. R, A ccad em ia naz. dei L incei , v. XXXIII, 4, R om a. 1924. [ 15 i G rill. E .: R o c c e e m in e ra li d e i g ia c im e n ti d i talco d el P inerolese. A tti Soc. to scan a Scienze N a tu ra li , v. XXXIX, Pisa, 1929. [161 G rill, E .: I m in e r a li u tili, non m e ta llife ri, ita lia n i. L'In d u s iria M in e ra ria , R om a, 1929. I [17] G rill, E .: Gli u s i del talco. A tti Soc. Scienze n a tu ra li e m atem atiche di Mo d e n a , v. L X III, M odena. 1932. l [181 G rill, E .: La c o m p o sizio n e chim ica d el talco grigio. A tti Soc. to sc a n a Scienze n a tu ra li , v. XLIV, Pisa. 1935. [19] Grill, E.: M inerali industriali e m inerali delle rocce. E. H oepli ed., M ilano, 1965. l [201 Grill, E.; Pacliani, G.; S acchi, L.: La genesi d el talco della Valle della G erm a nasca. R end. I s titu to L o m b ard o di Scienze e L ettere , CI. Se., v. LXXXVIII, M ilano, 1955. (5) Si om ettono come superflui i num erosissim i riferimenti bibliografici rela tivi ai giacimenti di talco d 'a ltre regioni italiane o di paesi stranieri, com e pu re le trattazioni generali sui caratteri mineralogici e giacimentologici del minerale. )05 6 I [21] J ervis, G. : I te so ri so tte rr a n e i dell'Ita lia . I : L a regione d elle A lpi. E. L o esch er ed., T o rin o , 1873. .. [22] Levi, C .; I l talco ita lia n o _ Tip. C apriolo e M assim in o , M ilano, 1934. [23] M inistero dell'I.ndcstrla e Commercio. R iv is ta del S erv izio M in e ra rio n. I - XXXXVI, F ire n z e (p o i : R om a), 1880-1926; R elazio n e su l S ervizio M in erario , a. XXXXVIII-LXXVI, R o m a ,, 1927;.1964. . [24] N ovarese, V .: S u l rile v a m e n to geologico e se g u ito nel 1894 in V al G erm anasca (A lp i C ozie). "Boll. R. C o m ita to G eologico It: , v. XXVI, R o m a, 1895. [25] Novarese, V .: R ile v a m e n to geologico n el 1895 n ella V a l P ellice (A lpi Cozie). . ' BolL R.. C o m ita to G eologico It. , v.. XXVII,' R o m a, 1896. .... . . [26] Novarese, V .: I l talco d e lla Valle d e l C hisone. R asseg n a M in e ra ria , v. V I, R o m a, 1897. . . . .......................... . [27] Pacliani, G .; Sii a lcu n e rocce e m in e ra li d ella m in ie ra d i talco delle F ontane ( V a lle d ella G errjianasca). A tti S oc. it. S c ie n z e n a tu ra li , v. LXXVIII, M i la n o , 1939. ' .. ' [28] Pacliani, G .: P rehenite ed. axinite nella m in iera di talco del Malzas. A tti S oc. it. S c ien ze n a tu ra li , v. LXXIX, Milano', 1940. [29] Parlati, I_ : II' ta lco d e lta R otire. A n n . d i C h im ica A p p lic a ta . R om a, v. XVI, 1926. ' [30] Perecti, L. : I calcari con ta lco della V a l S a n g o n e . B oll. R. Ufficio Geologico , v. L U I, R o m a , 1929. . ~ [31] Ridoni, F .: Un im p o rta n te pro d o tto m inerale delle n o stre A lp i: il talco. L a M in ie ra ita lia n a , R o m a, 1918. [32] Ridoni, E .: Le risorse italiane in m inerali u tili non m eta lliferi ed il m oderno sv ilu p p o d e l talco e d e lla grafite. A tti S o c. it. P ro g re sso Scienze , v. X, R o m a, 1920. 1 [33] Ridoni, E .; P ro d o tti ca ra tteristici delle A lp i P ie m o n te si: il talco e la sita sto ria. L e vie d 'Ita lia e dell'A m erica la tin a , M ilan o , 1930. [34] Ridoni, E .: L 'in d u stria d ella grafite e d e l ta lco in P ie m o n te . L 'In d u s tria m i ne ra ri a , a. V, R o m a, 1931. . [35] Ricon i, E .; I l talco e la g ra fite delle A lp i C ozie. L 'In d u s tria m in e ra ria d 'I ta lia e d 'O Itre m a re , F a en za, 1938. [36] Roccati, A .: G eologia a p p lic a ta delle V a lli d e l P ellice, della L u se rn a e d el R or. C a rt. L. B o c c a rd o , T o rin o , 1911. [37] Roccati, A .: T re m o lile e ta lco la m ella re n el ca lcare d e l V allone d e i S u b ia sch i (V a lle P ellice). Riv. d i M ineralogia e C rista llo g ra fia It. , v. X LII, Padova, 1913. " ~ [38] Roccati, A .: I l talco d elle G range S u b ia s c h i in Val P ellice (A lp i Cozie) ed i m in e ra li a d e sso a sso cia li: A tti R. A ccadem ia S cienze d i T o rin o , v. XLVIII, T o rin o , 1913. [39] Roccati, A. : Le ricch ezze litologiche d elle V a lli d e l P ellice (A lp i Cozie). C art. L. B o c c a rd o , T o rin o , 1913. [40] Sol'ARZINA, F .: I l talco. L 'In d u s tria M in e ra ria , R om a, 1951. [41] SOL'ARZI.WA, F .: N otizie- s u ll'in d u stria m in era ria d e l P ie m o n te . Ed. L 'In d u s tria M in e ra ria , R om a, 1960. ' [42] Ufticio Geologico: Fogli n. 55 (Stesa), n. 67 (P in ero lo ), n . 79 (D ronero-Argentera) 1:100.000 d ella C arta G eologica d 'Ita lia , rile v a ti d a : S. F ra.nchi, O. Mattirolo, V. Novarese, A. S tella, R om a, 1913-1913-1930. 306 L